
PRINCIPALI AGEVOLAZIONI PER L'ACQUISTO DI TRATTORI E MACCHINE AGRICOLE

La maggiorazione è riconosciuta soltanto con validità fiscale ai fini del calcolo delle quote di ammortamento aggiuntivo e dei canoni di locazione finanziaria.

* IRES 24%.IL CONTRIBUTO
L’agevolazione ha per oggetto:
- i beni funzionali alla trasformazione tecnologia e digitale delle imprese secondo il paradigma 4.0, indicati nell’allegato IV alla legge di Bilancio (che ha aggiornato e sostituito l’Allegato A della Legge 232/2016);
- i beni immateriali (software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali) funzionali alla trasformazione digitale delle imprese, indicati nell’allegato V. (ex allegato B).
La maggiorazione del costo di acquisizione opera ai soli fini IRES/IRPEF (irrilevante ai fini IRAP), è articolata per scaglioni ed è riconosciuta soltanto con validità fiscale ai fini del calcolo delle quote di ammortamento aggiuntivo e dei canoni di locazione finanziaria:

Meccanismo operativo: deduzione extra-contabile.
A differenza dei crediti d’imposta, l’iperammortamento non genera un beneficio immediato, ma incide progressivamente sulla base imponibile tramite variazioni in diminuzione in dichiarazione dei redditi ai soli fini IRPEF/IRES (ovvero, non produce effetti ai fini IRAP).
La contabilità civilistica resta invariata: la maggiorazione opera esclusivamente in sede fiscale.
L’OBIETTIVO
La misura segna un ritorno, seppur in forma rinnovata, alla logica della maggiorazione extracontabile del costo fiscalmente ammortizzabile, con l’obiettivo di incentivare gli investimenti tecnologici avanzati e, in parte, quelli destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, nel rispetto di vincoli europei sempre più stringenti in materia di aiuti di Stato.
CHI PUÒ ACCEDERE?
L’agevolazione spetta ai titolari di reddito d’impresa, indipendentemente da:
- forma giuridica;
- settore di appartenenza;
- dimensione dell’impresa;
- regime contabile adottato.
È tuttavia subordinata:
- al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro;
- al corretto adempimento degli obblighi contributivi e previdenziali.
Sono invece esclusi:
- i lavoratori autonomi;
- i contribuenti in regime forfettario;
- le imprese agricole che determinano il reddito su base catastale;
- le imprese in stato di liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali senza continuità aziendale;
- i soggetti destinatari di sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001.
QUALI MACCHINE AGRICOLE RIENTRANO?
La maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziari è riconosciuta per gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi, rispettivamente, negli elenchi di cui agli allegati IV e V alla l. n. 199 del 2025, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
Per quanto riguarda i trattori e le macchine da raccolta, le dotazioni necessarie per rientrare tra i beni 4.0 sono le seguenti:
- Telematica con funzione di trasferimento dati
- Sistema di guida assistita del mezzo e scambio bidirezionale dei dati con cloud
- Produzione in uno Stato UE o SEE (Islanda, Norvegia, Liechtenstein)
Per tutte le altre macchine agricole, le dotazioni variano a seconda della natura della macchina, ma restano comunque validi i due vincoli fondamentali dell’automazione e dell’interconnessione.
QUANTO COSTA UNIFORMARE UN MEZZO ALLA 4.0?
Il prezzo naturalmente dipende dal trattore e dal livello di precisione del sistema di guida automatica.
New Holland oggi propone dei pacchetti denominati ‘Credito d’imposta 4.0’, i cui prezzi sono consultabili anche sul sito New Holland Italia, disponibili sia come allestimento di fabbrica, quindi già integrati alle proprie macchine, sia come kit ricambi.
Il prezzo di partenza di tali kit si aggira intorno ai 10.000€, ma per avere un preventivo dettagliato è comunque sempre consigliabile rivolgersi al proprio concessionario.
COME FUNZIONA?
La fruizione dell’agevolazione richiede:
- comunicazione dell’investimento al GSE, secondo modalità che saranno definite dal MiMiT;
- corretta indicazione normativa in fattura e nei documenti di trasporto;
- conservazione della documentazione tecnica e contabile.
La cessione del bene o la sua destinazione all’estero comportano, in linea generale, la decadenza dal beneficio. È tuttavia ammessa la sostituzione con un bene nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori, nel rispetto delle regole già note nella prassi degli investimenti 4.0.
CONDIZIONI
È espressamente esclusa la cumulabilità con il credito d’imposta “Industria 4.0” per investimenti che ne abbiano già beneficiato. Lo strumento è invece cumulabile con risorse nazionali ed europee che abbiano ad oggetto i medesimi costi a condizione che il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti del progetto di innovazione e non porti al superamento del costo sostenuto. La base di calcolo è assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per i medesimi costi ammissibili.
LE SCADENZE
L’iperammortamento è riconosciuto per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 (senza possibilità di “prenotazione”).
Un decreto ministeriale fornirà ulteriori indicazioni circa le modalità di comunicazione.


IL CONTRIBUTO
Il credito d’imposta per il 2026 prevede un contributo pari al:
- 40% dell’investimento e fino ad un tetto massimo di 1 milione di euro di spesa.
Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 e non sarà soggetto ai limiti annuali solitamente previsti per l’utilizzo dei crediti fiscali.
L’OBIETTIVO
L’obiettivo del Credito d’imposta è quello di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi ordinari e in tecnologia 4.0.
CHI PUÒ ACCEDERE?
Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese agricole residenti nel territorio nazionale, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.
Sono perciò inclusi sia i contoterzisti sia le imprese agricole, anche individuali, che si avvalgono del regime forfettario, ed il beneficio è valido indipendentemente dalla capacità o meno dell’azienda di produrre reddito.
L’incentivo non è accessibile per gli investimenti dei soggetti che possono beneficiare del credito ZES e dell’iper-ammortamento (Legge di Bilancio 2026, Art. 1 comma 456).
QUALI MACCHINE AGRICOLE RIENTRANO?
Per quanto riguarda i trattori e le macchine da raccolta, le dotazioni necessarie per rientrare tra i beni 4.0 sono le seguenti:
- Telematica con funzione di trasferimento dati
- Sistema di guida assistita del mezzo e scambio bidirezionale dei dati con cloud.
Per tutte le altre macchine agricole, le dotazioni variano a seconda della natura della macchina, ma restano comunque validi i due vincoli fondamentali dell’automazione e dell’interconnessione.
COME FUNZIONA?
Per conoscere le modalità di presentazione si deve attendere il decreto attuativo.
Sarà richiesta una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale dei conti. Per le aziende non obbligate per legge alla revisione legale, la norma prevede che le spese per la certificazione, fino a un massimo di 5.000 euro, siano riconosciute come un incremento del credito d’imposta stesso.
Nella bozza non è ancora stato inserito l’obbligo di perizia o dichiarazione del legale rappresentante che attesti la rispondenza dei beni ai requisiti della normativa, ma secondo gli addetti ai lavori, questo obbligo sarà richiamato nel decreto attuativo.
LE SCADENZE
Il periodo di riferimento per gli investimenti va dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. È prevista una finestra temporale più lunga, fino al 30 giugno 2027, a condizione che entro la fine del 2026 l’ordine sia stato accettato dal fornitore e sia stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo totale.
La Legge di Bilancio 2026 prevede attualmente uno stanziamento di risorse pari a 2,1 milioni di euro. L’operatività dello strumento verrà inoltre definita da un decreto ministeriale.

Altra buona notizia per il settore macchine agricole. La nuova Sabatini, una misura volta a sostenere le imprese che richiedono finanziamenti bancari per investimenti in nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali, è stata rifinanziata con ulteriori 200 milioni per il 2026.

IL CONTRIBUTO
Si tratta di un contributo a parziale copertura degli interessi pagati sul finanziamento, che equivalgono ad un risparmio sul valore dell’investimento pari a:
- 7,7% su macchine agricole ordinarie
- 10% su macchine agricole 4.0
- 10% con Sabatini Green su macchine agricole ordinarie acquistate da aziende con certificazione green (i.e. ISO 14001)
- 10% o 15% con Sabatini Capitalizzazione destinato alle Micro, Piccole e Medie Imprese. La misura ha l’obiettivo di sostenere i processi di capitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese, costituite in forma societaria. Prevede la concessione di un contributo maggiorato a fronte di investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali che si verifichino contestualmente ad un aumento di capitale societario.
Inoltre, rimane valida la novità introdotta dalla “Legge di Bilancio 2022” che riguarda la possibilità di erogazione del contributo in più quote, ferma restando la possibilità di procedere all’erogazione in un’unica soluzione, nei limiti delle risorse disponibili, in caso di finanziamenti di importo non superiore a 200.000€.
L’OBIETTIVO
L’obiettivo del contributo “Nuova Sabatini” è quello di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi ordinari e in tecnologia 4.0.
CHI PUÒ ACCEDERE?
Si rivolge a tutte le micro, piccole e medie imprese presenti sul territorio nazionale, indipendentemente dal settore economico in cui operano. Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.
QUALI MACCHINE AGRICOLE RIENTRANO?
Rientrano tutti gli investimenti in macchine agricole (trattori, macchine da raccolta e attrezzature) a patto che siano NUOVI investimenti e non SOSTITUZIONI del parco esistente.
Il NUOVO investimento deve essere finalizzato con un finanziamento dalla durata massima di 5 anni e il bene oggetto di contributo non può essere alienato prima di 3 anni di utilizzo.
COME FUNZIONA?
La procedura è semplice, soprattutto se si decide di appoggiarsi ad un intermediario fidato.
L’azienda è tenuta a presentare alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e la conformità degli investimenti alle disposizioni di legge. Le modalità di presentazione della domanda di accesso al contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Presentazione domande.
Tra le varie soluzioni che il mercato offre, segnaliamo il marchio New Holland che, tramite la finanziaria CNHi Capital Europe, soggetto abilitato all’erogazione dei finanziamenti con contributo “Nuova Sabatini”, propone una consulenza dettagliata e un servizio completo ai propri clienti.
Per maggiori dettagli e per Il “Modulo di Domanda”, vi rimandiamo al sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dov’è anche disponibile la “Guida alla compilazione del Modulo di domanda”, presente anche sul sito CNH Capital.
LE SCADENZE
Per beneficiare del contributo nell’anno 2026 l’azienda richiedente è tenuta a presentare la domanda e ricevere approvazione del finanziamento entro fine dicembre 2026. Successivamente, una volta stipulato il finanziamento, si hanno 12 mesi di tempo per il completare l’investimento.


* 80% per giovani imprenditori agricoli.
IL CONTRIBUTO
Il Bando ISI INAIL accoglie proposte progettuali che devono essere in linea con uno dei cinque assi tematici previsti e mette a disposizione un contributo a fondo perduto pari al 80% dell’investimento fino ad un massimo di 130.000 euro per i giovani agricoltori e al 65% dell’investimento per tutte le altre aziende agricole fino ad un massimo di 130.000 euro.
L’OBIETTIVO
Il bando ha l’obiettivo di incentivare l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature agricole, mediante la sostituzione di macchine e/o trattori nella piena proprietà dell’impresa richiedente da almeno 3 anni calcolati alla data del 31 dicembre 2025, con lo scopo di:
- ridurre le emissioni inquinanti e il livello di rumorosità,
- ridurre i rischi di infortuni,
- ottimizzare il rendimento e la produttività delle macchine.
CHI PUÒ ACCEDERE?
Sono ammesse al Bando ISI tutte le imprese, di qualsiasi forma giuridica, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio nei settori Industria, Artigianato e Agricoltura.
Nello specifico, i soggetti destinatari dell’Asse di finanziamento 5 sono le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli mentre i soggetti destinatari degli assi di finanziamento 1.1 e 2 sono le imprese aventi codice ATECO 01.61.
QUALI MACCHINE AGRICOLE RIENTRANO?
Il bando prevede la possibilità di presentare progetti di investimento relativi a massimo 2 macchinari agricoli con queste combinazioni:
- un trattore agricolo o forestale e una macchina agricola e forestale dotata o meno di motore proprio;
- una macchina agricola e forestale dotata di motore proprio e una macchina agricola e forestale non dotata di motore proprio;
- due macchine agricole e forestali non dotate di motore proprio.
Sono ammissibili a finanziamento le seguenti macchine agricole:
- i trattori agricoli, a ruote o a cingoli, omologati in conformità con il regolamento 167/2013 del parlamento europeo e del Consiglio;
- le macchine agricole, dotate o meno di motore endotermico o elettrico, conformi alla Direttiva macchine 2006/42/CE, attuata in Italia dal d.lgs. 17/2010;
- i trattori agricoli a cingoli non omologati in conformità al regolamento UE 167/2013;
- le attrezzature intercambiabili a corredo di un trattore o di una macchina agricola.
Ai fini dell’Asse 5, si considerano “trattori agricoli o forestali” i trattori, a ruote o a cingoli, omologati in conformità con il Regolamento (UE) 167/2013. Per i trattori ammissibili a finanziamento valgono i requisiti seguenti:
- tranne quanto previsto al successivo punto 2, i trattori devono essere dotati di cabina ROPS già prevista in fase di omologazione dal fabbricante del trattore;
- solo per le categorie T2 e C2:
- in caso di selezione della Soluzione tecnica 1a, i trattori possono essere dotati sia di struttura ROPS a due o quattro montanti che di cabina ROPS già prevista in fase di omologazione dal fabbricante del trattore; la cabina deve essere di livello 4, secondo la definizione di cui alla norma EN 15695-1:2009;
- in caso di selezione delle Soluzioni tecniche 2a e 2b, i trattori devono essere dotati di cabina ROPS già prevista in fase di omologazione dal fabbricante del trattore; la cabina deve essere di livello 4, secondo la definizione di cui alla norma EN 15695-1:2009.
Si considerano “macchine agricole e forestali” le macchine, dotate o meno di motore endotermico o elettrico, conformi alla Direttiva macchine 2006/42/CE, attuata in Italia dal d.lgs. 17/2010. Si considerano inoltre macchine:
- i trattori agricoli o forestali a cingoli non omologati in conformità al Regolamento (UE) 167/2013;
- le attrezzature intercambiabili a corredo di un trattore o di una macchina che quindi assumono la caratteristica di bene a sé stante ai fini del presente Allegato.
Non sono ammissibili a finanziamento i trattori con potenza nominale superiore a 130 kW e i trattori a cingoli immatricolati come macchine con potenza nominale superiore a 130 kW.
Valgono inoltre le condizioni che seguono:
- I trattori agricoli e forestali a ruote e a cingoli da sostituire devono essere stati immessi sul mercato in data antecedente al 1 gennaio 2013 e per essi:
- se immessi sul mercato in data antecedente al 1 gennaio 2005 è ammissibile la sola rottamazione;
- se immessi sul mercato tra il 1 gennaio 2005 e il 31 dicembre 2012 l’impresa può optare per la rottamazione o per la permuta presso il rivenditore.
- Le macchine agricole e forestali con motore, con l’esclusione dei trattori a cingoli per i quali valgono le condizioni di cui al punto precedente, devono essere state immesse sul mercato prima delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento della direttiva comunitaria 2006/42/CE e per esse
- se immesse sul mercato prima delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento della direttiva comunitaria 98/37/CE è ammissibile la sola rottamazione;
- se immesse sul mercato dopo le specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento della direttiva comunitaria 98/37/CE e prima delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento della direttiva comunitaria 2006/42/CE l’impresa può optare per la rottamazione o per la permuta presso il rivenditore.
- Le macchine agricole e forestali prive di motore devono essere state immesse sul mercato prima delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento della direttiva comunitaria 2006/42/CE e per esse è ammissibile la sola rottamazione.
Al fine dell’Asse 2, si considerano macchine ammissibili a finanziamento le macchine conformi alla Direttiva macchine 2006/42/CE, recepita in Italia dal d.lgs. 17/2010.
Per i progetti che comportano l’acquisto di trattori agricoli o forestali, questi devono essere non usati e omologati in conformità con il Regolamento 167/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e con potenza nominale non superiore a 130 kW. I trattori ammissibili devono essere dotati di cabina ROPS già prevista in fase di omologazione dal fabbricante del trattore.
Sono ammissibili a finanziamento i progetti di sostituzione di:
- macchine immesse sul mercato antecedentemente alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento della direttiva 98/37/CE (ex 89/392/CEE e s.m.i.);
- trattori agricoli o forestali immessi per la prima volta sul mercato antecedentemente al 1 gennaio 2005.
Le macchine e i trattori agricoli e forestali sostituiti devono essere alienati dall’impresa esclusivamente tramite rottamazione.
Le macchine da acquistare rispetto a quelle da rottamare devono rispettare le seguenti condizioni:
- analogo tipo;
- allestimento equivalente in termini di accessori/utensili;
- prestazioni non superiori del 50% nel caso di macchine immesse sul mercato antecedentemente alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento della direttiva 98/37/CE (ex 89/392/CEE e s.m.i.).
I trattori da acquistare rispetto a quelli da rottamare devono rispettare le seguenti condizioni:
- medesime caratteristiche; le caratteristiche sono quelle indicate o riconducibili alla categoria del trattore agricolo o forestale così come definita dal Regolamento UE 167/2013;
- potenza non superiore del 50%, fermo restando il rispetto del limite di potenza nominale pari a 130 kW.
Al fine dell’Asse 1.1, si considerano macchine ammissibili a finanziamento le macchine conformi alla Direttiva macchine 2006/42/CE, recepita in Italia dal d.lgs. 17/2010.
Sono ammissibili a finanziamento i progetti di riduzione del rischio mediante la sostituzione di macchine e le macchine da sostituire devono essere state immesse sul mercato successivamente alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento della direttiva 98/37/CE e antecedentemente alla direttiva 2006/42/CE.
Le macchine da sostituire possono essere alienate esclusivamente mediante rottamazione.
Le macchine da acquistare rispetto a quelle da rottamare devono rispettare le seguenti condizioni:
- analogo tipo;
- allestimento equivalente in termini di accessori/utensili;
- prestazioni non superiori del 30%.
COME FUNZIONA?
La presentazione delle domande di accesso agli incentivi avverrà, come per i bandi precedenti, attraverso una procedura telematica secondo quanto specificato nel documento “Regole tecniche e modalità di svolgimento”.
I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento delle risorse finanziarie, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.
LE SCADENZE
Il bando ISI INAIL 2025 procederà per steps.
Termine ultimo per la realizzazione del progetto: entro un anno dall’approvazione del progetto.
Il calendario delle scadenze verrà aggiornato entro il 27 febbraio 2026.


IL CONTRIBUTO
Il credito d’imposta è determinato nella misura del 65% dei costi ammissibili, aumentabile all’80% per investimenti da parte di giovani agricoltori oppure legati a uno o più obiettivi specifici di carattere ambientale e climatico o al benessere degli animali.
In funzione del limite di spesa di 50 milioni di euro, il valore massimo del credito d’imposta fruibile sarà pari al credito d’imposta moltiplicato per la percentuale che verrà determinata dall’Agenzie delle Entrate rapportando il limite di spesa all’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti. Se quest’ultimi saranno inferiori al limite di spesa, la percentuale sarà pari al 100%.
Il Credito d’imposta è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento.
Le cOndizioni
Rispetto al vecchio Credito d’imposta Sud, nel nuovo bonus sono previste condizioni ulteriori, talune delle quali più stringenti. In particolare:
- il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato;
- Non sono agevolabili i progetti di investimento di importo inferiore a 50.000 euro;
- L’effettivo sostenimento delle spese e la corrispondenza alla documentazione contabile dell’imprese devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.
L’OBIETTIVO
Il credito d’imposta riguarda le imprese della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, che realizzano investimenti in beni strumentali destinati a strutture localizzate nella Zona Economica Speciale del Mezzogiorno che include le zone assistite di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
CHI PUÒ ACCEDERE?
Si rivolge alle imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali destinate alle strutture produttive con sede in una delle Regioni sopra elencate.
QUALI MACCHINE AGRICOLE RIENTRANO?
Rientrano tutti gli investimenti in macchine agricole (trattori, macchine da raccolta e attrezzature) che possiedano i seguenti requisiti:
- devono essere strumentali all’attività d’impresa e parte del ciclo produttivo aziendale;
- devono essere beni nuovi.
Sono agevolabili anche i beni acquisiti tramite leasing purché venga esercitata l’opzione di acquisto.
Il credito d’imposta è suscettibile di rideterminazione qualora i beni oggetto dell’agevolazione non entrino in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, o nel caso in cui, i beni vengano dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa o a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione, entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello nel quale sono entrati in funzione.
I benefici saranno revocati se le imprese non manterranno la loro attività nelle aree della ZES unica ove è stato realizzato l’investimento oggetto di agevolazione, per almeno cinque anni dopo il completamento dell’investimento medesimo.
COME FUNZIONA?
La legge di Bilancio 2026 ha stabilito le tempistiche per l’invio delle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate: tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026 sarà possibile trasmettere la comunicazione riguardante le spese sostenute o da sostenere tra il 1° gennaio ed il 15 novembre 2026.
Tra il 20 novembre e il 2 dicembre 2026 andrà invece comunicato l’ammontare definitivo degli investimenti realizzati.
Entro 10 giorni da quest’ultima scadenza l’Agenzia delle Entrate comunicherà la percentuale per determinare l’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile.
Per le comunicazioni resta valido il modello già approvato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate per l’anno 2025, con il contenuto e le modalità di trasmissione previsti.

Lo strumento viene istituito con uno stanziamento di 50 milioni di euro, fatta salva l’approvazione in via definitiva da parte del Parlamento del Disegno di Legge “Coltiva Italia”, già deliberato del Consiglio dei Ministri il 24 luglio 2025.
IL CONTRIBUTO
Le agevolazioni concedibili consistono in:
- un mutuo a tasso pari a zero, per un importo non superiore al 60% delle spese ammissibili,
- un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibilI;
In ogni caso l’importo del mutuo agevolato non potrà essere inferiore al contributo a fondo perduto.L’importo massimo dell’agevolazione concedibile è pari a 600.000 euro per gli investimenti relativi alla produzione agricola e primaria e 300.000 per gli investimenti in attività di diversificazione del reddito.
L’importo dell’agevolazione è determinato in termini di Equivalente Sovvenzione Lorda come somma di:
- Contributi in conto interessi, attualizzato sulla base del tasso base UE aumentato di 100 punti base,
- Importo del contributo a fondo perduto.
Il contributo in conto interessi è pari alla somma delle quote interessi calcolate a tasso di mercato sul finanziamento concesso, che a sua volta è quantificato applicando al tasso base UE vigente uno spread individuato sulla base del rischio rilevato da ISMEA in capo al beneficiario in base alle informazioni rilevate dalla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.
A seconda della categoria di rating (ottimo AAA-A, buono BBB, soddisfacente BB, scarso B), lo spread varia come segue: 0.75%, 1%, 2,20%, 4%. Con rating inferiori a B non si può accedere alla misura.
I contributi sono cumulabili con altri aiuti di Stato (inclusi de minimis) e con i pagamenti PAC nella misura in cui tali aiuti riguardino costi ammissibili individuabili diversi.
Sono inoltre cumulabili con aiuti di Stato e pagamenti PAC in relazione agli stessi costi ammissibili, in tutto o in parte coincidenti, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto o dell’importo di aiuto consentiti dalle discipline europee di riferimento.
La cumulabilità avviene nel rispetto del divieto di doppio finanziamento (non è possibile finanziare oltre il 100% del costo sostenuto) e nei limiti del valore più alto della soglia massima di intensità di aiuto prevista dai regolamenti in base ai quali le agevolazioni sono concesse.
L’OBIETTIVO
Il Fondo innovazione finanzia investimenti volti a sostenere la realizzazione e lo sviluppo di progetti di innovazione finalizzati all’incremento della produttività nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura attraverso la diffusione delle migliori tecnologie disponibili per la gestione digitale dell’impresa, per l’utilizzo di macchine, di soluzioni robotiche, di sensoristica e di piattaforme e infrastrutture 4.0.
CHI PUÒ ACCEDERE?
L’intervento è destinato alle piccole e medie imprese che esercitano esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’art. 2135 del codice civile, che rispettano il principio di prevalenza dell’attività agricola principale sull’attività connessa.
Le PMI beneficiarie devono essere a prevalente partecipazione di giovani agricoltori (entro i 41 anni) o di donne, ed essere amministrate e condotte da un giovane o da una donna con la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione alla gestione previdenziale agricola.
Sono beneficiarie:
- In caso di subentro, le PMI costituite da non oltre sei mesi alla data di presentazione della domanda che subentrano ad un’impresa cedente attiva da almeno due anni alla data di presentazione della domanda, in cui il titolare o legale rappresentante dell’impresa subentrante deve essere più giovane di età del titolare o legale rappresentante dell’impresa cedente.
- In caso di ampliamento, le PMI attive da almeno due anni alla data di presentazione della domanda.
Le istruzioni applicative rilasciate da ISMEA elencano tutte le condizioni di esclusione e non candidabilità.
QUALI MACCHINE AGRICOLE RIENTRANO?
Rientrano tutti gli investimenti in macchine agricole (trattori, macchine da raccolta e attrezzature) a patto che siano NUOVI investimenti e non SOSTITUZIONI del parco esistente.
COME FUNZIONA?
L’impresa beneficiaria deve apportare risorse finanziarie private fino alla concorrenza degli importi necessari alla copertura del fabbisogno finanziario. L’impresa beneficiaria deve fornire garanzie sui beni immobili il cui valore di mercato sia pari al 100% del mutuo agevolato concesso, acquisibili per una durata almeno pari a quello del mutuo agevolato.
Sono accettate garanzie ipotecarie di primo grado sui beni oggetto di agevolazione o su altri beni della beneficiaria o di terzi, oppure fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta. L’impresa è tenuta a stipulare idonee polizze assicurativi sui beni concessi in garanzia e sui beni oggetto di agevolazioni, con vincolo a favore di ISMEA.
L’accesso è possibile attraverso il portale ISMEA in due fasi:
- periodo di preconvalida: dal 19 dicembre 2025, alle ore 12:00, al 27 febbraio 2026, alle ore 12:00,
- periodo di convalida: dal 17 febbraio 2026, alle ore 12:00, al 27 febbraio 2026, alle ore 12:00.
La preconvalida non è impegnativa ma è la condizione necessaria per poter presentare la domanda ed accedere quindi alle agevolazioni Più Impresa. La data e l’ora di convalida della domanda costituiscono data ed ora di presentazione della stessa.
Le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione.
COSA è FINANZIATO
Sono ammessi ad agevolazioni gli investimenti in cui i costi ammissibili non siano superiori a 1,5 milioni di euro (IVA esclusa), come somma di quelli da effettuare nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, oltre che di diversificazione del reddito agricolo.
I progetti devono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:
a) miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione;
b) miglioramento dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali, purché’ non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell’Unione europea;
c) realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura, compresi l’accesso ai terreni agricoli, la ricomposizione e il riassetto fondiari, l’efficienza energetica, l’approvvigionamento di energia sostenibile e il risparmio energetico e idrico;
d) contributo alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, anche attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e il miglioramento del sequestro del carbonio, nonché’ promozione dell’energia sostenibile e dell’efficienza energetica;
e) contributo alla bioeconomia circolare sostenibile e promozione dello sviluppo sostenibile e di un’efficiente gestione delle risorse naturali come l’acqua, il suolo e l’aria, anche attraverso la riduzione della dipendenza chimica;
f) contributo ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi.
I progetti di investimento non possono essere avviati prima della data di presentazione della domanda.
Tra le spese ammissibili rientrano quelli per acquisti di macchinari ed attrezzature, oltre a studi di fattibilità, opere edilizie di costruzione e miglioramento degli immobili, oneri di rilascio concessione edilizia, servizi di progettazione, beni pluriennali (ad es. costi di acquisto o di sviluppo di programmi informatici).
Per la produzione primaria rientrano anche investimenti non produttivi connessi ad obiettivi specifici di carattere ambientale e climatico (lettere d, e, f sopra), costi per investimenti in irrigazione e costi per investimenti legati alla produzione in azienda agricola di energie da fonti rinnovabili per autoconsumo.

Gli investimenti che sono oggetto delle agevolazioni pianificate dalla Legge di Bilancio 2026 per il settore agricoltura possono essere finalizzati attraverso operazioni di credito agrario o di leasing finanziario.
Ricordiamo che le sole agevolazioni che richiedono al beneficiario la proprietà del bene agevolato fin dal primo giorno e quindi l’utilizzo del credito agrario, sono quelle relative ad INAIL e POR / PSR /CSR. In tutti gli altri casi è prevista, anzi è consigliabile, la finalizzazione dell’investimento con il leasing finanziario.

I VANTAGGI DEL LEASING FINANZIARIO RISPETTO AL CREDITO AGRARIO:
- Possibilità di frazionare l’intero costo dell’IVA dilazionandolo sui canoni periodici, invece del versamento in un’unica soluzione all’acquisto come avviene con il Credito Agrario;
- Possibilità di disegnare piani finanziari flessibili con canoni allineati alle previsioni di incasso del cliente;
- Possibilità di inserire all’interno dei canoni servizi aggiuntivi rispetto al semplice costo del bene, come ad esempio la manutenzione programmata o l’estensione di garanzia, di modo da semplificarne la gestione;
- Minori costi per il perfezionamento del contratto e semplicità di pagamento;
- Gestione automatica dei pagamenti attraverso il RID senza gestione manuale dello scadenziario cambiali.
LEASING FLESSIBILE
Periodicamente i clienti possono trovare offerte finanziarie con tassi agevolati o tassi zero, offerte organizzate dai diversi marchi costruttori con istituti bancari con i quali lavorano in partnership.
New Holland assieme alla finanziaria di gruppo CNH Capital Europe offre soluzioni finanziarie personalizzate e flessibili adatte a soddisfare ogni tipo di esigenza.
CNH Capital con il Leasing flessibile CAPFLEX offre la possibilità di adeguare il piano finanziario in funzione della stagionalità.
In base alle esigenze di business, è possibile effettuare fino a tre richieste di modifica del piano finanziario, mantenendo invariato il tasso di interesse.


